È tutta una questione di messa a fuoco

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Primo giorno dell’anno e, come sempre, piovono auguri riciclati su fb e whatsup, diete detox, ricette per riciclare gli avanzi e consigli su obiettivi da perseguire nel nuovo anno. Di qualsiasi tipo: da quelli sportivi, al trovare l’uomo giusto, al ritrovare la forma fisica, al corso di lingue che sempre avresti voluto fare…. ed al fantomatico quest’anno mi impegno ad amare me stessa.</em Ammetto che la passeggiata in solitaria sul fiume, con musica ad hoc e sole splendente, hanno contribuito a questi pensieri.
Perché?
Perché banalmente sono uscita a fare una passeggiata, invece di aspettare Principo che, combattuto tra l’ansia di non farmi uscire da sola, la necessità di rispettare la tabella allenamento e il dovere gravoso di portar fuori la pattumiera, mi chiedeva di aspettare.
Non fraintendete: apprezzo la richiesta di fare da cavalier servente. Ma rischiavo per l’ennesima volta di ridurmi ad aspettarlo, fare una passeggiata di 10 minuti per lasciare poi il tempo a lui di allenarsi e a me di cucinare…

E mentre camminavo pensavo che nel 2016, ho fatto grandi passi. Mi sono messa in proprio, sono andata dall’allergologo, ho tagliato con alcune presenze negative, sono riuscita più o meno a gestirmi, non ho mollato Principo neanche quando per l’ennesima volta mi diceva di non fidarsi di me…
Ora devo imparare a mettere a fuoco meglio. Le mie energie non sono infinite. Posso fare tanto, ma non tutto. Posso decidere di rifare una maratona per esempio.
Ma prima di tutto devo mettere a fuoco meglio. Gli obiettivi.
Se no rischio di perdermi e soprattutto perdere tempo.

Questa è la prima cosa che ho visto mettendo a fuoco:
Cose non fatte per mancanza di tempo.
Quindi il mio primo punto è il tempo.

Ora tutto sta nel capire come gestire meglio quello che ho e come non perderne con cose inutili.

Il secondo é non ascoltare le urla di Principo. So che fa tutto a fin di bene, ma è sempre verbalmente aggressivo. Ho rinunciato a molto per i suoi commenti sarcastici.
Ora provo semplicemente a “spegnere” quando devo prendere una decisione.
Una volta presa, Principo si adatterà.
(Ndr. Si tratta di cose banali, tipo mi iscrivo in piscina oppure al corso di inglese… digerirà le decisioni prese, tanto quanto io accetto le sue)

Di giornate concluse e tramonti

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Eccoli li i miei ricordi, a spezzarmi il cuore
Le giornate che ” ogni lasciata è persa”, ma ormai l’ho lasciata
I momenti alla “sliding doors”

Fossero solo bei tramonti ne sarei felice
Vorrei poter guardare indietro ed essere felice di ogni scelta fatta
Invece no
Stasera ci sono li i miei momenti tristi, quelli in cui ho sbagliato
E mi trema il cuore per ogni errore
Per ogni sbaglio
Per ogni scelta non fatta
Per ogni conseguenza
Per le vite a cui ho fatto male

Domani imbottoglierò albe, non tramonti
Lo spirito sarà diverso
Penserò a ricominciare

1/3

Ce la siamo spassata io e te
Ci siamo addormentate più volte con un libro in mano sul divano
Ci siamo svegliate assieme per più di 14 anni ed abbiamo fatto colazione insieme, gettando uno sguardo al giardino. Osservando pettirossi in inverno e lucertole in estate.
L’inverno era il momento più bello, acciambellata davanti alla stufa
Ho fatto due conti: 1/3 della mia vita ho
convissuto con te

Quindi è normale che ora pianga perché non ho il mio gatto in braccio a fare le fusa?

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Una domenica sera agrodolce

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Ottobre si prospetta intenso, novembre anche peggio.
Vorrei aver ancora 20 anni e, per un po’, darmi alla macchia.
Se avessi saputo quanto sarebbe stata dura, me la sarei spassata a vent’anni.
Avrei cazzeggiato in università, avrei evitato di trovare subito lavoro, avrei scelto la via più semplice…

In questa domenica sera un po’ agrodolce, non avrei quel peso sul cuore per i prossimi giorni da affrontare.

O forse son solo io, che non riesco ad affrontare con leggerezza la vita.

Qualche suggerimento?

Il potere dei sogni

È bastato un attimo, e la certezza che io non fossi mamma è arrivata improvvisa
Qualche ora dopo stringevo il volante in lacrime

Non ho mai voluto figli, non ho mai giocato con le bambole

La cosa strana è che in quella settimana d’attesa mi risvegliavo con una sensazione strana, dolce
Me la donavano i sogni
Non li ricordo
Ricordo solo quella sensazione

E se la mia certezza di non essere al mondo per essere madre, ma per altro, fosse sbagliata?
E se io per qualche motivo l’avessi soffocata negli anni?
E se …