Questo non è un Paese per onesti

Tranquilli, non partirò (almeno spero) con la solita tiritera sui valori che non ci sono più, su una classe dirigente incapace ed una classe politica improponibile.
Non scriverò di un Paese che ci allontana, che ci fa perdere senso civico, che favorisce raccomandati e parenti o peggio ancora, persone disposte ad ogni cosa per un appalto (eh si… gli appalti li truccano perché c’è qualcuno che sta al gioco, non perché gli unici brutti e cattivi lavorano allo Stato e le povere imprese sono succubi del sistema)

Non scriverò oggi, perché oggi sputerei solo veleno
Ed avvelenerei la mia anima e la mia giornata
Abbiamo tutti scritto “sii il cambiamento che vuoi vedere nel mondo”
Però oggi no
La mia mente va solo ad un Paese che negli anni 60 era tra quelli che lanciavano le idee, trainavano l’Europa
Cos’è successo??
Quante generazioni di corrotti incapaci abbiamo visto passare?
Quante persone oneste e in gamba vedremo andare via?
Bisogna ammettere che c’è voluto impegno e dedizione per creare tutta questa merda
E non mi riferisco solo alla classe politica. Mi riferisco al mal costume diffuso. Alla nostra italianità.
Quello è lo schifo

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Zen habits, Leo Babauta e pensieri mattutini

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Da qualche giorno ricevo la newsletter settimanale di Zen habits. Mi piace. Mi mette di buon umore
Più volte mi trovo a pensare “si, sono d’accordo, ma come si fa?”
Ed immancabile lui arriva con il “come si fa”
Ok, ne ho lette 4 in tutto… vediamo se mantiene. Però per ora non posso lamentarmi

Quella di oggi l’ho letta ora. Dopo una mattina di sole e vento, con una bella corsetta e un po’ di sole preso in giardino.
Descrive questo mondo come un “morning poem”
Ed io ripensavo a stamane con Margot a correre (non si chiama cosi, ma assomiglia alla protagonista femminile di Lupin… bellissima).
Vado spesso a correre con lei, più per amicizia che per obiettivi sportivi. È più lenta di me e non le interessa migliorare.
Come al solito ce la siamo chiaccherata tutto il tempo. Ma oggi qualcosa ha fatto crack.
La guardavo lamentarsi invidiosa di altre persone e vedevo, al di là di un bel viso, di un fisico da urlo, una persona sola e frustrata. Senza alcun motivo.
Fa un buon lavoro, con uno stipendio normale che le permette una vita normale, ha un marito che le vuol bene, ma…. c’è sempre chi guadagna più di lei lavorando meno… c’è sempre chi è più magra o più bella o più atletica… c’è sempre un marito più affettuoso… potrei continuare all’infinito.
È sempre così… tutte le volte c’è un qualcuno di cui sparla commentando “beh facile così, lei è ricca… oppure lei non lavora, ha tempo libero” e cosi via
Ripensandoci ho realizzato che non le ho mai sentito dire “che brava” o “che bella”. Mai
Ho avuto paura
Di cosa?
Di diventare come lei

È bella, è in gamba, ha una vita semplice.
Ma non riesce a cogliere il morning poem, neanche in una mattina come questa, con una luce stupenda, gli aironi, il vento, gli scoiattoli.

Non voglio perderla come amica. Ma non posso passare il poco tempo libero solo con lei. (Ho tentato di chiederle di correre anche con la mia squadra, ma non vuole..)

Non so esattamente come gestirò la cosa, ma rendermi conto che stamattina era tutto perfetto tranne le sue parole. Che anche il mio culone era accettabile, malgrado il suo perfetto affianco al mio, malgrado i vestiti da corsa non siano pensate per quelle col fisico a pera…. beh mi ha resa orgogliosa!
E ci tenevo a dirlo!!

Il bastone e la carota

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Mentre iniziavo a scrivere, ho realizzato che ho già scritto un post con questo titolo
Ed ho iniziato a pensare e rimuginare…

Nella mia vita si ripetono sempre le stesse situazioni: non so imparare dai miei errori? Eppure ammetto che sono errori
Perché pur ripetendo gli stessi errori, non ho la soluzione pronta?

Perché bastone e carota continuano a ritornare?

Forse il problema è che aspetto che le cose si risolvano da sole e non metto energia nel reagire.

Pari opportunità… sti …’zi

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In questi giorni sto affrontando un fatto spiacevole che mi sta togliendo il sonno.
Sono un consulente. Per molte aziende. Ho però un paio di clienti più grossi degli altri che mi danno “da mangiare”.
Uno in particolare è una multinazionale, con i classici pro e contro. Le figure manageriali di alto livello sono uomini. I ruoli piu amministrativi sono ricoperti da donne.
Io non posso lamentarmi del ruolo che ho come consulente. Ma non ho tutti i privilegi di un dipendente. Spesso i lavori saltano all’ultimo minuto. Spesso vengono riassegnati ad interni per un giusto controllo dei costi.  Scelta che comprendo perfettamente.
Ho un unico e solo vantaggio: posso dire di no. Su alcuni lavori posso dire no. Non ci guadagno, ho giornate buche. Ma scelgo.

Beh, l’altro giorno mi vien proposto di andare più o meno in Libia, da sola, noleggiando un’auto all’aeroporto in beata solitudine e guidando per 300km in autonomia.
Rifiuto. Prima mi chiedono di spostare miei appuntamenti, io spiego che sono già Impegnata. Poi alzano la voce per obbligarmi ad accettare. Non rispondo alle mail per una mezzagiornata. Cerco di riflettere. Forse sono io la “fifona”.
Mi chiama una mia referente (donna) e le spiego che non me la sento e che odio essere obbligata (se no facevo la dipendente).

La settimana prossima ho meeting con non so quanti dirigenti. Probabilmente mi faranno fuori. Probabilmente tenteranno la via soft del “ti assumiamo perché vali” cosi poi mi obbligano a qualsiasi cosa.
Non ci sto dormendo la notte.

Ed i miei pensieri sono questi:
1) per far carriera non ho le caratteristiche ma per andare in Libia si?
2) ma non vi vergognate ad obbligarmi?
3) perché non posso avere una vita lavorativa normale?
4) ho sbagliato a rifiutarmi?
5) a voi è mai capitato?