Pari opportunità… sti …’zi

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In questi giorni sto affrontando un fatto spiacevole che mi sta togliendo il sonno.
Sono un consulente. Per molte aziende. Ho però un paio di clienti più grossi degli altri che mi danno “da mangiare”.
Uno in particolare è una multinazionale, con i classici pro e contro. Le figure manageriali di alto livello sono uomini. I ruoli piu amministrativi sono ricoperti da donne.
Io non posso lamentarmi del ruolo che ho come consulente. Ma non ho tutti i privilegi di un dipendente. Spesso i lavori saltano all’ultimo minuto. Spesso vengono riassegnati ad interni per un giusto controllo dei costi.  Scelta che comprendo perfettamente.
Ho un unico e solo vantaggio: posso dire di no. Su alcuni lavori posso dire no. Non ci guadagno, ho giornate buche. Ma scelgo.

Beh, l’altro giorno mi vien proposto di andare più o meno in Libia, da sola, noleggiando un’auto all’aeroporto in beata solitudine e guidando per 300km in autonomia.
Rifiuto. Prima mi chiedono di spostare miei appuntamenti, io spiego che sono già Impegnata. Poi alzano la voce per obbligarmi ad accettare. Non rispondo alle mail per una mezzagiornata. Cerco di riflettere. Forse sono io la “fifona”.
Mi chiama una mia referente (donna) e le spiego che non me la sento e che odio essere obbligata (se no facevo la dipendente).

La settimana prossima ho meeting con non so quanti dirigenti. Probabilmente mi faranno fuori. Probabilmente tenteranno la via soft del “ti assumiamo perché vali” cosi poi mi obbligano a qualsiasi cosa.
Non ci sto dormendo la notte.

Ed i miei pensieri sono questi:
1) per far carriera non ho le caratteristiche ma per andare in Libia si?
2) ma non vi vergognate ad obbligarmi?
3) perché non posso avere una vita lavorativa normale?
4) ho sbagliato a rifiutarmi?
5) a voi è mai capitato?

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9 pensieri su “Pari opportunità… sti …’zi

  1. Mapy ha detto:

    Ciao. Io sono totalmente autonoma quindi no, non mi è mai capitata un’esperienza simile. E no, non accetterei mai. Non dovrebbe farlo un uomo figurati una donna. E in questo caso tirerei fuori gli attributi e direi loro che li ringrazio infinitamente per l’opportunità che purtroppo non posso accettare, con un bellissimo sorriso. E se c’è la minaccia dietro, ancora più largo sarà il sorriso mostrando loro una mia certa fretta ad andare via causa importante colloquio con altra grande impresa internazionale, quindi, se possono essere chiari e concisi mi farebbero un favore…😁😁😁
    Mi pare di aver capito che sei una persona molto valida nel tuo lavoro, con questo bel tuo Curriculum puoi fare e avere tutto quello che desideri. Dormi sogni tranquilli, quindi. Nessuno dovrebbe avere il diritto di toglierci la serenità!

  2. Erik ha detto:

    Ciao, io sono un lavoratore dipendete per precisa scelta ponderata.

    Lavoro da 17 anni e ho lavorato in molte aziende, diverse multinazionali
    quindi credo di poterti dare dalle informazioni da interno che possano
    aggiungersi a quelle che hai per formulare le tue riflessioni e trarre le
    tue conclusioni…

    1) per far carriera non ho le caratteristiche ma per andare in Libia si?
    Per far carriera, tranne rarissimi casi devi scendere a compromessi, se sei
    donna sono di un tipo se sei uomo di un altro ma ad ogni modo sempre compromessi sono.
    Uno dei quali per le grandi aziende è che tu ti relazioni come un loro schiavo. Che tu
    sia interno oppure esterno.

    2) ma non vi vergognate ad obbligarmi?
    Non si vergognano minimanente perchè dove regna economia e potere non c’è spazio per
    umanità…. anche qui, tranne in rarissimi casi…
    se sei esterna poi hanno ancora meno vincoli “morali e penali”

    3) perché non posso avere una vita lavorativa normale?
    perchè in questo paese è un privilegio riservato a pochissimi esemplari, temo anche loro
    in via d’estinzione… questa situazione è frutto della gloria del passato

    4) ho sbagliato a rifiutarmi?
    Secondo me no, con la consapevolezza però di cosa potrebbe comportare.
    E secondo me non hai sbagliato non solo per te, anche per quelli che verranno dopo di te,
    siamo arrivati a questo punto nei rapporti azienda/dipendenti/esterni perchè in passato
    o anche ancora oggi,troppa gente dice di si a tutto (per disperazione, paura o anche ragioni
    valide o nobili) però questa accondiscendenza ha generato questo potere nelle loro mani.

    5) a voi è mai capitato?
    non da esterno, ma è capitato adirittura durante un colloquio nel quale mi venne detto
    “se io domani le dico che lei deve andare in germania, lei va in germania
    se le dico di andare a venezia lei va a venezia” ecc

    • Grazie Erik.
      Ho vissuto da interna il punto 5, sempre valigia in mano.. sono scoppiata. Per il lavoro che faccio un po’ di trasferte sono normali. Ma cosi… e poi neanche un “te la senti?”
      Comunque concordo con te: lo schifo in cui ci troviamo ora è frutto della politica del passato. E paghiamo noi

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