Donald e la lavatrice

È successo così. In qualche minuto. Un attimo di indecisione iniziale…

E poi in contemporanea io e Donald, con lo stesso piglio deciso e con molte persone che ci contrastavano, abbiamo perserverato nella nostra decisione.

Farò partire la lavatrice alle 4, cosi alle 6 potrò stendere

Farò bombardare Damasco alle 4, così dimostrerò al mondo che li sto difendendo dai cattivi

Il mio compagno: no, svegli i vicini!

L’Onu: no, ragioniamoci un attimo. A Putin che dici?

Non se ne accorgeranno! A quell’ora dormono e la lavatrice è in taverna

Non se me accorgerà. La Siria è lontana…

I miei vicini non hanno detto nulla. Continuerò a fare lavatrici di notte.

E tu Donald, che farai? Se vuoi ti presto la mia lavatrice. È uno spettacolo. Ho anche la Roomba per pulire i pavimenti, quella però la faccio andare di giorno

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Saper chiedere scusa

Non è capacità posseduta da molti

Mi ricordo di anni fa, ad un matrimonio il prete che augurava agli sposi “litigate, litigate mantenendo il rispetto dell’altro e la capacità di chiedere scusa, di capire (o almeno di provare a farlo) quando avete sbagliato”

Ecco perché non ci sposeremo mai

Non sappiamo litigare.

La discussione di oggi partita dal nulla, discussione alla quale non volevo partecipare. Ero cosi contenta di stare a casa… è diventata solo una serie di parolacce, qualche bestemmia e voce alta a sproposito

Mi chiedo quando ha smesso di amarmi davvero e quando sono diventata parte di ciò che è normale, che deve stare li, un po’ come un soprammobile

Quando ha smesso di accorgersi che il sabato mattina vado per lui a cercare la frutta buona, mentre lui fa un giro in bici ed io non trovo il tempo di andare in piscina.

Quando le attenzioni che metto in alcune cose, quelle che mi sono congeniali, sono diventate una cosa d’obbligo, scontata.

Oggi sono stanca, non voglio neanche discutere. Non devo chiedere scusa. O se lo devo fare, non voglio neanche pensarci.

Voglio solo dormire

Donne e carriera

Un’amica ha appena pubblicato questo su fb, copiato dal fb di una comune amica.

Condivido ogni parola. E come già detto da qualche altra parte,sono contenta di aver visto che a dire no siamo state in tante e che non esistono solo quelle che dicono si

Sento in tv l’ennesimo commento su Asia e le altre… e mi vien da pensare:
– è un insulto per quelle che davvero sono state molestate e, non avendo accettato, il lavoro l’hanno perso o semplicemente non hanno fatto la carriera che meritavano
-è un insulto per chi ha subito ben piu delle molestie
– è un insulto perché lei ed altre figlie d’arte potevano essere quelle che dicevano No senza subire ritorsioni ed essere un simbolo per le altre
– è un insulto per quel vago tentativo di parità che cerchiamo (c’abbiamo tutte le palle piene di sentire frasi del tipo “è una donna, però è brava”, “no, no, non ci sta, ma sa fare il suo lavoro”…)
– è un insulto che ora cerchiate supporto, complicità … sorellanza

Avete voluto la strada facile?
Percorretela da sole