Pausa

Stamattina ho deciso che avevo bisogno di uno stacco. Niente panico, solo stanchezza emotiva.

Ho lavorato tutta mattina da ufficio e poi son corsa su dai miei.

Ho preso il caffè, ho messo a letto mio papà, ho chiacchierato con mia mamma. Mi sono sparata 160 km in un pomeriggio. Non sono mai stata meglio.

Ora mi occupo dei gatti.

Quando una è zitella dentro…

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Attacco di panico

Attacco di panico notturno.

Stanotte. Orribile. Posto ora, ho scritto stanotte

Non mi era mai successo. Non so esattamente che fare. Scrivo. Ultimamente mi calma

Non posso chiudere gli occhi, mi si chiuderebbe la gola dallo spavento. Non riesco a leggere, non seguo il discorso scritto. Accarezzo il gatto, che fa le fusa (coccole extra)

E ora??

Non voglio prendere dei sonniferi, rischio di abituarmi all’idea. Ma non passa. È più di mezz’ora che sto così. Con immagini catastrofiche su qualsiasi cosa, casa, lavoro, gatto, maratona tutto.

E ho bevuto anche la camomilla!

Razionalizza! Se scrivi, non stai poi così male. Si, non stai morendo. È solo panico.

Ok. Esserci di respIrazione.

Non funziona. Sonnifero.

Workout

è proprio vero che se ci corri su, un po’ ti passa

Primo allenamento in pista dopo lo stop estivo

Gambe a pezzi. Addominali di più.

Morale su.

Un’ora e mezza di allenamento, con chiaccherata, con risate.

Doccia in uno spogliatoio improponibile.

Insalata e pollo.

Ora libro e camomilla.

Non stavo così bene da un po’.

E mi ritorna la voglia di fare un po’ meglio questa maratona. O per lo meno di provarci. Non sono competitiva. Non me ne frega nulla di superare un’altra persona.

La voglia di migliorarmi è l’unica molla. Sono un’atleta mediocre, in termini di performance, anche tra i dilettanti. Ma spero di aver voglia tutta la vita di migliorarmi.

Ed è proprio vero. Se arrivi al punto in cui vuoi camminare e non molli, è li che stai facendo il passo oltre. In ogni situazione.

Cambio di mood

Non so cosa è scattato oggi.

Forse perché avevo pianificato di correre, ma per tentare di salvare il salvabile, ho proposto di far colazione con lui al bar… con risultati pietosi nel silenzio più totale

Forse perché poi mi sono accollata la spesa, tanto era tardi e non riuscivo più a fare i 12 km… torno a casa e lui sereno sta andando a correre.

Forse perché mi devo accollare il gatto del quartiere (lunga storia, anche triste, la racconterò un’altra volta)

Forse perché a pranzo (peraltro buono perché avevo cucinato il pesce), me lo ritrovo come uno zombie con telecomando e sguardo perso nel vuoto

Forse perché dopo pranzo, ho fatto i mestieri mentre lui dormiva.. sul divano con tv accesa su non so che partita

Forse perché ieri sono stata dai miei tutto il giorno e lui non mi ha chiesto come va mio padre. Gli ho anche mandato un messaggio per dirgli che lo salutavano, risposta: salutameli. Non un come sta, non un come stai tu. Nulla.

Mi sono arrabbiata. Tantissimo.

Ho avuto bisogno di terapia. L’ideale sarebbe stata la bici. Ma pioviggina.

La testa per correre non c’era. In piscina il sabato ci sono gli imbecilli….

Libro-terapia!

Macchina e in 20 minuti ero nella libreria più carina della zona. C’ho passato il pomeriggio. Ho comprato 4 libri e ne ho memorizzati altri 7 che andrò a prendere. La libraia è bravissima e mi ha aiutata a scegliere. Ora sto meglio. Stasera leggo!

Mi mancava il tour-libro

Quando lavoravo a Milano tutti i giorni andavo in Feltrinelli. Ora le librerie che vedo sono online o in aereoporto. E mi manca un libraio che mi dia un consiglio

Magari da grande apro una libreria…

Sono ancora arrabbiata, ma la sto buttando fuori. Non mi sto corrodendo.

E mi chiedo che ci faccio qui e se mi meritavo tutto questo

Mi sono anche risposta (vedi che la libri-terapia funziona??): la gente ti tratta per come tu ti poni. Stai dietro alle loro cagate e loro ti butteranno sempre più merda addosso.

Depression

Mi è arrivata questa vignetta da un’amica. Ho pensato agli sforzi che sto facendo per lui e per noi (se un noi ancora esiste)

Ho ripensato a quando gli ho chiesto se per lui è finita ed alla sua rispostaccia

Mi sono anche chiesta se capisce che importanza do io al NOI. Penso che sia un venirsi incontro.

Poi mi sono chiesta lui cosa sta facendo per me e per noi. Penso alla mazzata che sento nello stomaco tutte le volte che mi risponde male, che non mi guarda negli occhi, che non mi chiede di mio padre e come sto io per lui.

E la conclusione è che io non lo vedo cosa fa lui per me.

Esattamente come lui non vede quello che faccio io?

Mi chiedo se non dovrebbe essere tutto più semplice. Vuoi passare la vita con me? Si o no?

Se è no, dimmelo. Rivendiamo casa e finiamola fuori.

Se è si, continuiamo a rimboccarci le maniche.

Ma cosi mi stai facendo a pezzi. Arriverò ad odiarti. Ed a odiare me stessa.

Pausa caffè finita.