Good day

Non so quando è successo. Ma ho sorriso.

Agitata per la settimana decisiva sul lavoro, che si concluderà con una maratona che ho preparato male… Domenica avevo l’influenza e non ho corso…sabato sono andata in piscina dove ho preso l’influenza.

Ma ho sorriso

Probabilmente da mercoledì sarò intrattabile

Latitanza

Sono un po’ latitante in questi giorni. Le parole fan fatica ad uscire. O meglio, riesco su carta e non qui.

Bisogno di privacy o necessità di parlare a tu per tu e non così, alla rete? (Non che io abbia idea che mi leggano in cosi tanti..)

Peso sul cuore, cerchio onnipresente alla testa, crampo allo stomaco costante.

Bisogno di un caffè amico, guardando negli occhi il mio interlocutore. Bisogno passeggero. Tornerò

Scivoloso e impermeabile

No, non mi riferisco ad un nuovo tipo di asfalto stradale.

Ma a quello che dovrebbe essere il mio atteggiamento verso il genere umano. Stavo per scrivere genere maschile ma poi ho realizzato che purtroppo è ..pregio.. comune ai due sessi.

Mi spiego meglio. In ogni relazione, e se la relazione è a due il tutto è molto più evidente, esiste un dominante ed un dominato. Per lo meno nell’apparenza, quello col vocione più forte tende ad influenzare maggiormente le scelte di coppia e l’altro con fare accomodante subisce, ops accetta.

Nelle discussioni, nei momenti bui, il vocione si sente più dell’altra. Spesso è lui / lei ad attaccare, a provocare la lite su motivo più o meno giustificato. L’altro lascia sfogare, difende le sue posizioni.

Mi vien da pensare che l’accomodante sia una donna perché in casa mia i ruoli erano così. Mio padre era sempre quello che faceva notare ciò che non andava. Lei subiva rattoppando ove possibile e mitigando. Io facevo notare a mia madre “guarda che non ha sempre ragione lui” oltretutto tante volte non c’era una vera e propria ragione… erano solo punti di vista diversi, che avrebbero potuto coesistere. Ma la difesa di lei nei confronti di lui era “sai papà è preciso, lui si accorge di dettagli a cui noi non pensiamo” avvelenando la sua vita e quella di chi gli stava vicino

Quando ho iniziato a sopravvivere? Quando sono diventata scivolosa e impermeabile. Evitavo di parlare di cose importanti (per me) con loro, non vivevo più in casa, cercavo i momenti giusti per gestirli e vederli.

Ecco la mia corazza scivolosa e impermeabile si è incrinata. Ormai sono più di due mesi in cui ogni conversazione è un attacco, un insulto, un’offesa… oggi un paio di bestemmie per insultarmi sono arrivate. Non era arrabbiato con me. È diventato il suo modo di parlare con chi non gli da ragione.

Sono crollata. Sono andata in un’altra stanza e mi sono messa a leggere. Insulti anche per quello, perché mi chiudo nel mio loculo. Non mezza parola di scuse. Non sono riuscita a farmele scivolare addosso. Ancora adesso che sono passate due ore rivedo il volto e sento il tono di voce. Non dico che uno dei due dovesse dar ragione all’altro per forza. Dico che c’è modo e modo di litigare. Ma soprattutto se ti accorgi di aver superato il limite, chiedi scusa. Nulla.

Sto smettendo di piangere come una bambina perché ho preso un sonnifero. Tra poco crollerò e mi sveglierò a metà notte.

Mi guardo intorno e mentalmente faccio la lista delle cose da portarmi via in trasloco. Mi chiedo quanti scatoloni. Mi chiedo anche dove andare. Qui non rimango, devo tornare verso il paesello natio…ma non ho soldi per comprare un’altra casa. E proprio li non mi va. Sta a vedere che mi tocca cercare a Milano… odio la città. Ora dovrò cercare casa per me e per i due gatti. Accidenti. Speriamo di rivendere questa presto. Non vedo piu la luce in fondo al tunnel

Lezione n 2

Non preoccuparti per domani, ne per ciò che è già passato. Vivi adesso.

Mezza giornata di lavoro, mezza dedicata a gatti e casa. Per un po’ accarezzo l’idea di fare la casalinga. Poi guardo quanti anni mi mancano per la pensione da libero professionista (mi spetteranno ben 577€ /mese) e mi viene un po’ il magone. Poi penso anche che è un po’ mal comune e che si sopravvive lavorando. Basta organizzarsi e non piangersi addosso.

Giro dal veterinario con i due gatti, spesa con aperitivo, chiaccherata al telefono con nipoti e sorella. Può andare come venerdì. Cena a base di birra e piadine. Domani gita dai miei.

Va bene.

Devo solo decidere che fare domattina prima di spararmi 100km in macchina. Piscina? Cyclette? Piove, niente corsa.

Domenica ho già programmato uscita con amiche. Ero in buona ed ho mandato messaggi anche a ragazze un po’ tagliate fuori dal gruppo. Per due secondi mi sono chiesta se loro avrebbero avuto lo stesso atteggiamento a panni invertiti… meglio non farsi domande.

Ora mi rilasso davanti alla tv. Giornata intensa per la concentrazione, per la voglia di evitare recriminazioni, ripicche. Le facciano gli altri.

Memories

La stufa accesa ai primi freddi

Gli aceri che salvavi in mille vasetti

L’orto e i 2000 pomodori che non ne potevo più di dover mangiare

Le piante messe in modo che ce ne fosse sempre almeno una fiorita

La casa che seguiva le stagioni

Le tute anni 80

Che mi regalavi cose rosa

Che ti ricordavi il mio onomastico

Che festeggiavamo Santa Lucia

Ecco cosa mi manca