Pari opportunità… sti …’zi

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In questi giorni sto affrontando un fatto spiacevole che mi sta togliendo il sonno.
Sono un consulente. Per molte aziende. Ho però un paio di clienti più grossi degli altri che mi danno “da mangiare”.
Uno in particolare è una multinazionale, con i classici pro e contro. Le figure manageriali di alto livello sono uomini. I ruoli piu amministrativi sono ricoperti da donne.
Io non posso lamentarmi del ruolo che ho come consulente. Ma non ho tutti i privilegi di un dipendente. Spesso i lavori saltano all’ultimo minuto. Spesso vengono riassegnati ad interni per un giusto controllo dei costi.  Scelta che comprendo perfettamente.
Ho un unico e solo vantaggio: posso dire di no. Su alcuni lavori posso dire no. Non ci guadagno, ho giornate buche. Ma scelgo.

Beh, l’altro giorno mi vien proposto di andare più o meno in Libia, da sola, noleggiando un’auto all’aeroporto in beata solitudine e guidando per 300km in autonomia.
Rifiuto. Prima mi chiedono di spostare miei appuntamenti, io spiego che sono già Impegnata. Poi alzano la voce per obbligarmi ad accettare. Non rispondo alle mail per una mezzagiornata. Cerco di riflettere. Forse sono io la “fifona”.
Mi chiama una mia referente (donna) e le spiego che non me la sento e che odio essere obbligata (se no facevo la dipendente).

La settimana prossima ho meeting con non so quanti dirigenti. Probabilmente mi faranno fuori. Probabilmente tenteranno la via soft del “ti assumiamo perché vali” cosi poi mi obbligano a qualsiasi cosa.
Non ci sto dormendo la notte.

Ed i miei pensieri sono questi:
1) per far carriera non ho le caratteristiche ma per andare in Libia si?
2) ma non vi vergognate ad obbligarmi?
3) perché non posso avere una vita lavorativa normale?
4) ho sbagliato a rifiutarmi?
5) a voi è mai capitato?

È tutta una questione di messa a fuoco

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Primo giorno dell’anno e, come sempre, piovono auguri riciclati su fb e whatsup, diete detox, ricette per riciclare gli avanzi e consigli su obiettivi da perseguire nel nuovo anno. Di qualsiasi tipo: da quelli sportivi, al trovare l’uomo giusto, al ritrovare la forma fisica, al corso di lingue che sempre avresti voluto fare…. ed al fantomatico quest’anno mi impegno ad amare me stessa.</em Ammetto che la passeggiata in solitaria sul fiume, con musica ad hoc e sole splendente, hanno contribuito a questi pensieri.
Perché?
Perché banalmente sono uscita a fare una passeggiata, invece di aspettare Principo che, combattuto tra l’ansia di non farmi uscire da sola, la necessità di rispettare la tabella allenamento e il dovere gravoso di portar fuori la pattumiera, mi chiedeva di aspettare.
Non fraintendete: apprezzo la richiesta di fare da cavalier servente. Ma rischiavo per l’ennesima volta di ridurmi ad aspettarlo, fare una passeggiata di 10 minuti per lasciare poi il tempo a lui di allenarsi e a me di cucinare…

E mentre camminavo pensavo che nel 2016, ho fatto grandi passi. Mi sono messa in proprio, sono andata dall’allergologo, ho tagliato con alcune presenze negative, sono riuscita più o meno a gestirmi, non ho mollato Principo neanche quando per l’ennesima volta mi diceva di non fidarsi di me…
Ora devo imparare a mettere a fuoco meglio. Le mie energie non sono infinite. Posso fare tanto, ma non tutto. Posso decidere di rifare una maratona per esempio.
Ma prima di tutto devo mettere a fuoco meglio. Gli obiettivi.
Se no rischio di perdermi e soprattutto perdere tempo.

Questa è la prima cosa che ho visto mettendo a fuoco:
Cose non fatte per mancanza di tempo.
Quindi il mio primo punto è il tempo.

Ora tutto sta nel capire come gestire meglio quello che ho e come non perderne con cose inutili.

Il secondo é non ascoltare le urla di Principo. So che fa tutto a fin di bene, ma è sempre verbalmente aggressivo. Ho rinunciato a molto per i suoi commenti sarcastici.
Ora provo semplicemente a “spegnere” quando devo prendere una decisione.
Una volta presa, Principo si adatterà.
(Ndr. Si tratta di cose banali, tipo mi iscrivo in piscina oppure al corso di inglese… digerirà le decisioni prese, tanto quanto io accetto le sue)

Di giornate concluse e tramonti

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Eccoli li i miei ricordi, a spezzarmi il cuore
Le giornate che ” ogni lasciata è persa”, ma ormai l’ho lasciata
I momenti alla “sliding doors”

Fossero solo bei tramonti ne sarei felice
Vorrei poter guardare indietro ed essere felice di ogni scelta fatta
Invece no
Stasera ci sono li i miei momenti tristi, quelli in cui ho sbagliato
E mi trema il cuore per ogni errore
Per ogni sbaglio
Per ogni scelta non fatta
Per ogni conseguenza
Per le vite a cui ho fatto male

Domani imbottoglierò albe, non tramonti
Lo spirito sarà diverso
Penserò a ricominciare