Chiuso per ferie

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Alla fine al mare sono arrivata
Come sempre osservo il mondo dietro l’obiettivo della mia inseparabile amica
Ritaglio dettagli, scorci
Immortalo sguardi

Se potessi raccoglierei profumi, suoni
Per ricreare ricordi tangibili

Ho tentato di rispondere a un paio di commenti, ma in questa terra lontana e straniera il wifi è ridicolo

Ci sentiamo fra qualche giorno

Buon agosto

Anoressia

Non so perché, ma oggi non riesco a non pensarci.
Credo che quegli anni da incubo non spariranno mai.
La scena era sempre la stessa:
Cena, “è pronto!”,
Tutti attorno ad un tavolo
Silenzio, quello imposto dalla TV
Poi rumore di posate
“È troppo”
“Dai, prova a mangiarne un pochino”
“Poi sto male”
” una forchettata, dai”
Silenzio
Rumore di posate
Una sedia spinta all’improvviso
Passi affrettati verso il bagno
Dopo qualche interminabile minuto, lo sciacquone
“Te l’avevo detto”
Silenzio
Il rumore delle mie posate
Io e mia madre che ci guardiamo mentre lei si allontana

Lo so. Il problema è di chi è colpito da questa malattia.
Non da chi cresce e vive con loro.
Ma posso dire una cosa?
Con rabbia e amarezza e forse un po di egoismo

Alla tenera età di 41 anni non ricordo di essere stata adolescente, di aver confidato a mia madre la prima cotta, di aver fatto shopping con mia sorella….perché io ero magra anche se mangiavo

Lo so. Il problema non era mio.
Era di chi stava male.
Però oggi, a due giorni dalla partenza per il mare, e dalla prova costume, ricordo ancora con dolore quegli anni.

Forse per questo non ho specchi in casa, solo in bagno uno piccolo per il viso.

Una buona annata

È estate anche qui in piena pianura Padana
Sta iniziando uno dei mille sabati sera inutili
Di quelli in cui ti chiedi che senso ha tutto questo
Ti guardi alle spalle e ti accorgi che anche la settimana non è stata poi un granché
Pensi anche a quanto sia stupido avere problemi esistenziali a 40 anni passati
Che questi pensieri li avresti dovuti risolvere a 20

E ci bevi su

Nati per correre

Eh si, ho iniziato questo libro (nati per correre) e lo sto divorando

Per ora una delle frasi che ha lasciato il segno è
“Correre è l’opposto di una sbronza: durante stai male, ma dopo ti senti benissimo”

Considerato quanto mi piace la birra….

E l’eco rispose

Ho comprato questo libro a Natale e poi l’ho regalato
Chi l’ha ricevuto non mi ha fatto sapere nulla… strano, pensavo fosse bello

Lo scorso weekend sono andata al mare, prima di partire realizzo che non ho libri
Mi arrabbio con me stessa, perché ho esaurito il presi ti mensile con la biblioteca..
Al che, in velocità, mi son collegata con il mio ebook al sito della Mondadori e l’ho comprato.

Non l’ho ancora terminato, ma manca poco.
È splendido.
Mi sono sentita male legge di il capitolo dedicato al medico che sta li un paio di mesi, si affeziona alla bimba in ospedale e ha un grosso shock al rientro in America, con senso di colpa messo a tacere dall’ordinaria routine.
Mi sono rivista…
Sensibile codarda.

Se a qualcuno capita di leggerlo e vuole lasciarmi le sue opinioni, sono qui

E la storia si ripete

Da un mesetto a questa parte ho ripreso a lavorare per un vecchio cliente. Stavolta da dipendente.
Me n’ero andata per vari motivi.
Me ne sono dovuta tornare perché malgrado il lavoro nuovo fosse professionalmente stimolante, non avevo modo di mantenere una vita normale e perché rischiavo la vita in trasferte da 500 km a notte…

Ma oggi mi son chiesta perché gira tutto alla rovescia.
Credo di aver visto più illeciti oggi che in tanti anni di lavoro.
E non posso licenziarmi.
Ho paura di rimanere senza lavoro, o meglio, di non riuscire a mettermi in proprio.

Perché scrivo tutto questo?
Perché ho bisogno di un grosso in bocca al lupo

Autostima

Oggi leggevo un articolo sull’argomento su un noto giornale femminile.
Tante belle riflessioni, profonde.
Ma io, che il dono dell’autostima, non l’ho avuto, son rimasta perplessa… embè come si fa?
O ce l’hai o non ce l’hai.
O è un qualcosa che costruisci nel tempo.
Io mi sono accorta che alla tenera età di 41 anni, sono un po meno insicura, so di cosa sono capace, so cosa ho fatto nella vita.
Ma so anche che basta un nonnulla per farmelo dimenticare. Per crollare.
Per fidarmi delle persone sbagliate, un po come pinocchio con il gatto e la volpe.

Oggi facevo un conto su quante persone “sbagliate” ho incontrato e di quante mi sono fidata.

Per fortuna nel conteggio compariva anche qualche amico.

Che pessima giornata

Era iniziata bene. Sesso di prima mattina. Non programmato.
Mi son fatta una doccia. Ero felice, appagata, mi sentivo anche bella.

Poi incontro lui in cucina. Accigliato.

Scherzo con un”ti ho stancato troppo? Dai che cosi la giornata inizia bene:-)”

Ricevo un mugugno in risposta.
Da qui in poi l’incubo prende forma.
A colazione non mangia, beve un succo… di solito divora tutto.
Poi inizia a vagare per casa imprecando. Ha perso tempo sulle cose da fare.
Tento di scherzare ed offrire aiuto… vi risparmio la risposta che coinvolgeva il fatto che le cose che lui ha da fare io non sono in grado / non devo essere coinvolta/ non capisco. Insomma il giro in bici deve essere spostato al pomeroggio.. ed è in ritardo per il giardinaggio.
allora, ancora sorridente, lo porto ad un garden vicino casa ed in tre quarti d’ora mi son pro curata piantine e semini.
Nulla.
Si pranza in silenzio.
Poi altra serie di imprecazioni: un suo amico ci ha invitati a cena o a bere una birra.
Il destino è avverso, il mondo non capisce.
Insisto per almeno una birra dopo cena.
Insulti anche a me.
Mi metto a leggere, poi esco con un’amica a correre.
Rientro, stesse scene.
Ora son pronta ad uscire. A parlare con qualcun altro.

Ma mi chiedo se tutto ciò  sia normale

Buona Pasqua

Sarà il tempaccio, sarà l’età, ma sono di pessimo umore. In coda dal macellaio un gruppetto di anziane del paesetto commenta in modo sgradevole l’abbigliamento di una famigliola indiana recentemente trasferita qui.
La famigliola è sorridente, colorata e vestita a festa.
Le arpie sono grigie, rattrappite e fastidiose.

Ma si danno appuntamento in chiesa per le funzioni pasquali